La  musica

       CIAO PEPSI-BIS

Ed ora, dopo tante parole, largo alla musica, con un salto nell'universo  musicale di Plinio Maggi,

la sua isola felice.
Una panoramica-video di tutte le sue composizioni presenti su youtube. 
Giorni fa, accorgendomi che ne mancava qualcuna, ho provveduto ad aggiungerla.

SE LE MIE PAROLE NON BASTANO

Questa è la canzone che gli ha dato il successo al Festival di Castrocaro 1965, regalandogli il pass per la partecipazione a Sanremo ’66. Si tratta di “Se le mie parole non bastano”, una convincente composizione - costruita sull'onda del mito Presley già cavalcato da Bobby Solo - scritta da lui, con la collaborazione del Maestro Gianni Fallabrino e uscita con l’etichetta Meazzi.

“Un Henry Mancini o Bacharach made in Sicily”, così lo definì il settimanale Big che, in quel periodo, era una sorta di “Vangelo” per i giovanissimi.
Il brano, dopo Castrocaro, fu anche presentato dal cantautore siciliano a Campione d’Italia, nel corso del programma “Campioni a Campione” trasmesso in Eurovisione.

IO TI AMO

 

Con questo brano di stampo melodico-moderno - in cui emergono la potenza della sua voce e l’intensità interpretativa -  Plinio Maggi tentò l’avventura a Sanremo nel 1966, in coppia con Anna Marchetti. Nel festival vinto da Modugno e la Cinquetti con “Dio, come ti amo”, il cantautore-farmacista di Catania, dotato di timbro alla Elvis e di un talento innato per la composizione, si trovò la strada sbarrata da troppi big e pagò, in parte, la sua eccessiva emotività. 

 I MIEI PENSIERI

QUESTA SERA NOI CI LASCEREMO

“Questa sera noi ci lasceremo” – un brano di taglio melodico-moderno decisamente apprezzabile – è il lato B di “Se le mie parole non bastano”, la canzone con cui Plinio Maggi si aggiudicò il festival di Castrocaro ’65, guadagnandosi di fatto il biglietto per Sanremo 1966. Il cantautore catanese, scomparso recentemente alla vigilia del suo 79mo compleanno, lo interpretò a Castrocaro nell’ottobre 1965, ricevendo molti consensi di critica.

Plinio si legò per un breve periodo con l’etichetta Meazzi per poi passare alla CBS. Il brano porta anche la firma del direttore d’orchestra Gianni Fallabrino

QUANDO TU PARTIRAI

“Quando tu partirai” è il lato B di “Io ti amo”, il brano più spiccatamente melodico con cui il cantautore catanese Plinio Maggi si presentò a Sanremo (con la collega di scuderia Meazzi Anna Marchetti) senza riuscire a guadagnarsi la finale. "Quando tu partirai" è più ritmato rispetto al pezzo sanremese, molto orecchiabile e con una vena swing più che efficace. Anche in questo pezzo, c’è la firma del Maestro Gianni Fallabrino.

GIRI, GIRI, FAI E DICI

Con “I miei pensieri” Plinio Maggi , al debutto con l’etichetta CBS, partecipò al Cantagiro 1966 nel girone B, sfoderando la sua vena più swing e ritmata e  allontanandosi dal fraseggio melodico dei brani presentati a Castrocaro e Sanremo. L’orchestrazione di Franco Monaldi ne accentua il taglio sincopato con qualche venatura beat per cavalcare l’onda dell’epoca. Plinio non riuscì a piazzarsi ai primi posti in classifica, ma si guadagnò l’ingresso alla serata finale come vincitore della “Coppa Simpatia” assieme a Barbara Lory.
Il lato B “Giri, giri, fai e dici” ricalca le caratteristiche beat ‘n swing del pezzo presentato al Cantagiro e risulta decisamente orecchiabile e ballabile.

LE DUE COVER DI ELVIS

CHE NOTTE

E' PICCOLO IL CIELO

"Che notte” e “E’ piccolo il cielo” sono due cover del grande idolo di Plinio: Elvis Presley e il biondo cantautore siciliano ne dà una versione impeccabile, riuscendo a imporre comunque la propria personalità e lo spessore della propria voce, pur restando fedele alle cadenze dei brani originali.
“Che notte” è la cover di “One night” (Anita Steiman, Dave Bartholomew, Pearl King, 1957) con il testo italiano di Pace e Panzeri. 

“E’ piccolo il cielo” è la versione italiana di “I want to be free”, canzone scritta da Jerry Leiber and Mike Stoller per la colonna sonora del film “Jailhouse Rock” nel 1957.

IL PRIMO 45 GIRI: DUE BRANI DI ALTRI AUTORI  (1965)

Impossibile escludere  i brani del primo 45 giri pubblicato da Plinio Maggi nel 1965, prima della vittoria a Castrocaro. Fu inciso con l'etichetta Ariel-Karim.  La Ariel  - come riporta Wikipedia - fu fondata nel 1963 da Gaetano Pulvirenti: quest'ultimo era l'ex direttore vendite della RCA Italiana, oltre che fondatore e proprietario di una grossa società di distribuzione discografica (la Distribuzione Pulvirenti S.p.A.) e di altre etichette minori, tra cui la Karim (insieme ad altri soci) e, successivamente, la Roman Record Company (che, quando la Ariel fallirà, ne rileverà il catalogo). Nel catalogo figurano anche, fra l'altro,  i Barrittas, Piero Ciampi  e Enrico Simonetti. La particolarità di questo 45 giri - come riporta Wikipedia- è che è uscito con doppia etichetta: Karim e Ariel; è probabile che la cosa sia dovuta al fatto che la Karim era già in via di fallimento. In entrambi i lati sono riportati i loghi delle due etichette, ovviamente rimpiccioliti, con la scritta in corsivo "Coproduzione Karim-Ariel".

Sul piano  squisitamente artistico, i due brani "Una storia senza fine" e "Sei sola"  caratterizzano marginalmente la personalità di Maggi. Oltre a non aggiungere molto  al panorama musicale dell'epoca, non sono scritti da lui: sono entrambi firmati Dunedin-Salsi (il primo, sicuramente uno pseudonimo, l'altro, probabilmente Ivana Salsi, della stessa scuderia Ariel) . E per uno come Plinio che si considerava principalmente un autore e voleva  essere  valutato e apprezzato per le sue composizioni, sicuramente  non rappresentarono un eclatante  biglietto da visita.

 L'ULTIMO  45 GIRI (1967)

LA MANO NELLA MANO

CALDA ESTATE

Questo è l’ultimo 45 giri pubblicato da Plinio Maggi nel 1967 con l’etichetta Rare, fondata in Francia da Eddie Barclay e gestita in Italia a Milano da Gian Pietro Simontacchi. Entrambi i brani sono firmati dal cantautore siciliano.
“La mano nella mano” (il lato A) fu presentata da Plinio a “Settevoci”, la trasmissione che andò in onda la domenica pomeriggio dal 1966 al 1970 e fu condotta da Pippo Baudo. La sua partecipazione avvenne il 20 ottobre 1968, proprio un giorno prima il suo 28mo compleanno. È un pezzo struggente che parte su toni lievi e sfumati e poi s’innalza in un piacevole crescendo. Tutt’altro che disprezzabile, direi, e per nulla al di sotto delle incisioni italiane di quel periodo anche se ormai il beat e i successi della Summer Love stavano monopolizzando le classifiche discografiche. C’è qualche traccia simil-morandiana che si miscela con le consuete modulazioni alla Presley, caratteristiche del compositore siciliano. Da metà brano in poi emerge quell’ispirazione sinfonica che negli anni della piena maturità porterà Plinio a comporre addirittura un’opera lirica: Mena presentata alla Festa dell’Opera mediterranea nel 2013. Buono l’arrangiamento, sostenuto dal valente supporto dell’orchestra.
Il lato B “Calda estate” viaggia su cadenze swingate, addirittura jazzate e riecheggia atmosfere da night. Qui Plinio è decisamente più soft e accompagna il ritmo quasi con nonchalance, impostando la voce su un registro più sofisticato. Dopo questo 45 giri, il compositore catanese si dedicò totalmente a creare brani per altri interpreti, agendo prevalentemente nell’ambito della scuderia RI-FI.

PLINIO MAGGI  IN VERSIONE  FOLK