CIAO, PEPSI TRIS

PLINIO MAGGI,

IL BRIDGE, LA LIRICA E PRESLEY

NEL CUORE

Questo è l’”Inno al Bridge” composto dal cantautore catanese Plinio Maggi, recentemente scomparso.
Il brano è stato più volte eseguito a Salsomaggiore in occasione delle premiazioni dei tornei di bridge.
Plinio è stato da sempre un cultore del bridge, cimentandosi con successo in questo gioco d’élite assieme alla moglie Piera e risultando vincitore in diversi tornei. 
Di qui, la voglia di esaltare il bridge con un inno, considerandolo una fonte di energia che allontana le pulsioni negative e esalta quelle positive. La composizione si snoda attraverso il dialogo fra una voce maschile e una femminile e racconta come il bridge abbia una tale forza emozionale da trascinare in un altro pianeta, rendere la mente più veloce e far innamorare chi si inoltra in quel labirinto di mosse da scegliere.
Da quest’ispirazione e una sapiente costruzione melodica, è scaturito quindi un suggestivo canto celebrativo dall’incalzante e coinvolgente crescendo che non avrebbe sfigurato nel cd “Duets” di Elton John. 

In questo video della Federazione Italiana Gioco Bridge pubblicato su Youtube, si può ascoltare in sottofondo l'Inno al bridge composto da Plinio Maggi  prima della premiazione a Salsomaggiore delle dei Campionati Squadre Libere e Signore.

LA CREAZIONE DELL’OPERA LIRICA “MENA” NEL RICORDO DI CARLO MAJORANA GRAVINA

Plinio Maggi, ispirato compositore, aveva ancora un asso nella manica, una freccia da scagliare con il suo arco: un’opera lirica. E questa prese forma e si manifestò in tutta la sua potenza in “Mena”, un’opera improntata sulla triste vicenda dell’amore infelice fra il povero carrettiere Alfio Mosca e Mena, (detta anche Sant’Agata perché stava sempre al telaio) figlia di Maruzza e nipote di Padron Toni.

Una storia tratta dai verghiani Malavoglia. Plinio, folgorato dal desiderio di cimentarsi con la lirica, volle al suo fianco come librettista il vecchio amico Carlo Majorana Gravina.
A raccontarlo è lo stesso Majorana Gravina in un articolo pubblicato il primo novembre sul sito ienesiciliane.it, proprio per celebrare l’amico fraterno, in occasione della sua scomparsa.

Ci conoscevamo praticamente da sempre, da quando lui, un po’ più grande di me – ricorda Gravina -  veniva nelle tarde mattinate d’estate al Circolo Canottieri Jonica con la chitarra o arrivava “fuori orario” alle festicciole casalinghe di allora, affascinato dal rock americano e dal mitico Elvis Presley. Poi un amico comune e mia moglie, immensa gratitudine, lo hanno “istallato” significativamente nella mia vita. Segnalato dall’amico comune di cui sopra, Plinio mi chiese di dargli una mano per sistemare il libretto: una modalità di scrittura da me  mai immaginata. 

Cercai di indirizzarlo ai professionisti del ramo, ma fui vinto dalla perentorietà sua “no, ci vuoi  tu"

Il tenore Yuri Corace Cassarà  esegue "Serenata" dall'opera Mena.

(Atto secondo- Scena 6)

e quella garbata di mia moglie “perché non ci provi?”. Scoprimmo poi, insieme, tante “affinità elettive” tra noi, inclusa la tesi di laurea di suo padre, relatore il mio."

"Plinio - prosegue il saggista - aveva raccolto, con spirito un po’ guascone, la sfida lanciatagli durante una fiera dell’antiquariato: fare un’opera lirica tratta da “I Malavoglia” di Giovanni Verga. Con felice intuizione aveva enucleato, dalla poderosa saga dello scrittore verista, la vicenda dell’amore infelice tra la virtuosa Filomena (la Sant’Agata) e il carrettiere povero Alfio Motta, mettendo in risalto l’eros e thanatos contenuti, adatti per la proposta teatrale”.
Con risultati più che soddisfacenti. 
Mena debuttò nel luglio 2013 alla “Festa dell’Opera Mediterranea”, il nuovo appuntamento con la grande musica lirica promosso dalla blasonata Camerata Polifonica Siciliana.
"La costruzione di “Mena”, con il valido contributo di Giovanni Ferrauto per l’orchestrazione, anch’esso “arruolato” da Plinio, è stata un’esperienza avvincente ed esaltante, ricca di episodi e diatribe strutturali, concettuali e intellettuali (ma di queste la storia della lirica trabocca) tendenti a combinare ottimizzandoli il verso con la frase musicale” conclude Carlo Majorana Gravina. 

Plinio Maggi e Carlo Majorana Gravina alla presentazione dell'opera Mena, ai primi di luglio del 2013. (Foto G.Russo- Lookland)

...E ALLA FINE ARRIVA  ELVIS

E, per finire, ecco Plinio in una divertente “celebrazione” del suo idolo assoluto Elvis Presley. Il filmato – tratto dai video pubblicato su facebook di Franco Nicolosi - è di 5 anni fa ed è stato girato in occasione di una serata-tributo a Elvis Presley organizzata dallo stesso Maggi al ristorante “La Posada” di Acicastello (Catania), con la collaborazione straordinaria della band paternese Check Sound Group.

IL TASTIERISTA DEI CHECKSOUNDGROUP FRANCO NICOLOSI RICORDA

“La proposta di realizzare un tributo a Elvis Presley arrivò al nostro chitarrista Jimmy da parte di una casa discografica di Catania. Ci invitava ad  accompagnare un interprete che, per motivi anagrafici, non conoscevamo, ma che ci apprezzava molto in quanto ci avvicinavamo molto al suo genere preferito. Quest’interprete era Plinio Maggi. C’incontrammo in un caffè per discutere del progetto.  Si presentò a bordo di un’auto d’epoca e sulle prime restammo un po' sconcertati: ci aspettavamo un nostro coetaneo e ci meravigliò  la sua aria un po’ “trasandata”. Ma il feeling si stabilì subito, restammo due ore in macchina ad ascoltare album di Elvis e lui ci parlò della sua passione per il mito di Memphis e dei suoi trascorsi nella musica.
Iniziammo così con il gruppo a provare tutti i brani di Elvis, cogliendone tutto il sound e le sfaccettature. Appena pronti, scese Plinio per le prove. Ci chiudemmo nella sala-prove, lui fumava come un turco, la sua voce si era un po' arrochita, ma decidemmo di rinforzare tutto con i cori, là dove lui non arrivava. Una sera, durante le prove, Plinio per sbaglio buttò una cicca accesa vicino a un foglio di polistirolo che stava prendendo fuoco. Ma lui, tutto tranquillo, se ne uscì con un “Ragazzi, questo è il fuoco e l’energia che vi  voglio mettere addosso!”

Di lì, cominciò a parlare di tanti progetti, serate ed altri eventi, ma per altri motivi dovemmo accontentarci solo dell'evento- tributo alla Posada. Con il suo entusiasmo ci aveva contagiato, eravamo “carichi". Ricordo che quando arrivammo per montare gli strumenti lui non c'era, ma al suo posto era appoggiata una chitarra classica mod. EKO: per lui era un gioiello  perché gli era stata regalata da Adriano Celentano, quindi, tramite il fonico, ci fece sapere di fare molta attenzione alla chitarra.
Appena iniziammo con la serata, si vide improvvisamente spuntare in lontananza una tuta anni 70 scintillante: era Plinio e fu così che partì il tributo.

Una  grande serata, fieri di aver conosciuto una persona splendida come lui: peccato che tutte le cose prima o poi finiscano. Grazie Plinio R.I.P.

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Ringrazio di cuore la signora Piera Maggi per avermi autorizzata a realizzare queste pagine per celebrare il

suo (e nostro) indimenticabile Plinio.